Incontro presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per la dismissione dell’esperimento LVD dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso

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Incontro presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per la dismissione dell’esperimento LVD dai Laboratori Nazionali del Gran Sasso

Il Commissario Ing. Pierluigi Caputi ha ritenuto non più rinviabile la questione della rimozione della nafta pesante idrogenata nei Laboratori del Gran Sasso. Pertanto ha segnalato tale necessità ai Ministeri coinvolti. La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha convocato tempestivamente una specifica riunione che si è tenuta il 27 novembre scorso a Roma, presso Palazzo Chigi, per valutare la possibilità e le modalità di dismissione dei materiali dell’esperimento Large Volume Detector (LVD) dalle gallerie del Laboratorio del Gran Sasso.

La riunione tra i vertici ministeriali è stata presieduta dal Capo Dipartimento Dott.ssa Simonetta Saporito ed ha visto la partecipazione, oltre che del Commissario Caputi e del Direttore dei Laboratori del Gran Sasso prof. Ezio Previtali, anche del vice capo di gabinetto del Ministero dell’Università e della Ricerca dott.ssa Giselda Stella, del vice capo di gabinetto del Ministero dell’Ambiente Gen. Conti, del Dott. Guerrieri del Ministero della Economia e Finanze – Ragioneria generale dello Stato e dell’ing. Sanfilippo del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Presente anche il vicepresidente Emanuele Imprudente, in rappresentanza della Regione Abruzzo, che sottolineando la necessità di rimuovere con urgenza il rischio potenziale per l’acquifero più importante d’Abruzzo le cui acque alimentano gli acquedotti delle Province di L’Aquila e Teramo.

La Direzione dei Laboratori ha evidenziato di aver provato in questi anni ad affrontare la tematica, ma l’ottemperanza a vincoli internazionali e doganali non le hanno permesso di realizzare la dismissione benché l’attività fosse stata già programmata ed appaltata all’esterno.

Il Commissario Caputi ha rappresentato le gravi difficoltà operative per la propria azione di messa in sicurezza dell’acquifero connesse alla presenza dei materiali stoccati e alle complesse procedure di sicurezza derivanti dalla direttiva Seveso, e ha ribadito, anche lui, l’urgenza della rimozione ai fini di tutela dell’ambiente e dell’acquifero più importante d’Abruzzo riducendo di talché i fattori di rischio e il verificarsi di eventuali possibili incidenti rilevanti. Ha aggiunto che non può essere sottaciuto che la soluzione definitiva del problema darebbe inoltre risposta positiva alla comunità abruzzese e al complesso dei portatori di interesse e del mondo ambientale che negli anni hanno chiesto più volte con forza la dismissione.

Le sollecitazioni hanno ricevuto una immediata condivisione dalla dott.ssa Saporito che ha conseguentemente aperto il dibattito fra gli intervenuti per giungere alla soluzione definitiva.

Su tale tematica la dott.ssa Stella e il Gen. Conti hanno delineato delle linee di azione che devono però trovare un approfondimento in termini di diritto. Rimane sostanzialmente da esplorare il solo scoglio giuridico/contrattuale del rapporto con uno Stato estero proprietario del bene.

La dott.ssa Saporito ha impegnato i Ministeri competenti affinché approfondiscano la tematica contrattuale e definiscano una soluzione, dando appuntamento al volgere di qualche settimana.

Aggiornato il 27/11/2025